Home office

home office2Con l’inizio di questo mese di giugno il mio studio vede aprirsi il suo sesto mese di vita e devo dire che le soddisfazioni ricevute in così pochi mesi di attività ufficiale sono state largamente sopra le aspettative, mi volto indietro e vedo che in questi anni di lavoro, quanto fatto per arrivare a realizzare il mio obiettivo professionale principale, ha dato i risultati tanto sognati e di questo mi sento gratificata e soddisfatta, anche se sono cosciente del fatto che non ci si debba mai “sedere sugli allori” e che c’è sempre molto da fare, pianificare, programmare e sognare ancora.
Mi sono resa anche conto, lavorando nello studio che ho nella mia casa tra le colline dell’Oltrepo’ Pavese, che è fondamentale la qualità dello spazio in cui trascorri molto tempo e nel quale devi trovare la concentrazione per sviluppare nel migliore dei modi ogni progetto, così dopo alcune settimane mi sono presa un paio di giorni per creare l’ambiente ottimale.
Esistono delle vere e proprie normative, le “Normative per l’igiene del lavoro” che con il DPR 303/56, stabiliscono quali devono essere i requisiti dei luoghi di lavoro, le ho lette e mi sono resa conto che in tutti questi anni di collaborazione con altri studi, in ognuno c’erano carenze importanti che, secondo le normative, potevano essere causa di malesseri più o meno gravi.
Le normative, definiscono:
-L’altezza dei locali di lavoro varia a seconda del tipo di attività, nel caso di uno studio professionale/ufficio l’altezza ottimale deve essere di metri 2,70, se inferiore si causano sensazioni di oppressione che possono condizionare la resa sul lavoro.
-Il microclima, la temperatura è un altro fattore fondamentale, considerando il fatto che il lavoro di studio/ufficio è di tipo prevalentemente sedentario, si dovrebbero tenere temperature 19°/24° in inverno e di 23°/27° in estate e comunque un massimo di 7° in meno rispetto alla temperatura esterna. Alzi la mano chi ha la fortuna di stare in uno studio o ufficio in estate senza dover indossare sciarpa o golfino e non parliamo poi dei flussi d’aria che arrivano diretti tra orecchi e tempia!!
-La qualità dell’aria, ha avuto in molti ambienti una svolta epocale quando è stato inserito il divieto di fumare in luoghi chiusi, da non dimenticare comunque un regolare e quotidiano ricambio dell’aria.
-Aria e Luce requisiti vitali per l’essere umano lo sono anche negli ambienti di lavoro, se la luce è artificiale, deve essere sufficiente ed adeguata a salvaguardare la sicurezza e il benessere di chi lavora, ottimale è invece la luce naturale, per la quale però si devono avere alcune accortezza riguardo la posizione che si sceglie rispetto alla fonte luminosa.
Si deve porre particolare attenzione ai fenomeni di abbagliamento, riflesso e ombre. Se si lavora al computer, si devono evitare questi fenomeni che creano scarsa visibilità del monitor e disturbi alla vista, la posizione ottimale per uno schermo è di 90° rispetto alla finestra o alla fonte luminosa, e 1 metro dalla fonte di luce naturale, le pareti devono essere preferibilmente tinteggiate di colori chiari con finiture non riflettenti.
-Lo spazio è un altro requisito importante, ogni postazione deve essere dotata di spazio sufficiente allo svolgimento senza ostacoli delle attività a cui è destinata, in generale le dimensioni ottimali per una scrivania dovrebbero essere di cm 90 di profondità per cm 160 di larghezza, questo per avere spazio sufficiente al movimento delle gambe nella parte inferiore ed all’organizzazione delle operazioni di lavoro nello spazio superiore.
Le superfici, come per gli effetti dell’illuminazione, non devono essere riflettenti, non devono essere fredde, i colori ideali sono i toni del grigio, il verde, il marrone e il beige, o comunque i colori chiari e opachi.
L’altezza del piano di lavoro non deve superare i 72 cm, di più si rischia di tenere contratte le spalle, di meno porta ad incurvarsi verso il piano.
La sedia deve essere girevole e dotata di ruote con schienale regolabile e supporto per la zona lombare, possibilmente di materiale morbido e confortevole.
Lette le normative ho agito immediatamente apportando le migliorie opportune affinché il mio studio potesse diventare lo spazio adeguato per supportare le mie giornate di lavoro al computer, così ho agito:
-Scrivania, ho sostituito la vecchia scrivania d’epoca troppo alta e tropposcura con una in legno di bambù dalle dimensioni e altezza perfette.
-Luce, sono fortunata, nel mio studio ho la finestra nella posizione esatta a 90° rispetto al monitor e ad un metro di distanza, tra l’atro la vista sulle colline e i vigneti è un sogno
-Locale, altezza e dimensioni del locale sono idonee, attrezzato con ampia libreria, e una comodissima zona relax, un divano con morbidi cuscini dove amo stare quando pianifico l’agenda con gli appuntamenti della settimana o seleziono campioni, cataloghi, faccio schizzi propedeutici ai progetti o semplicemente mi prendo una pausa sorseggiando una buona tazza di tea.
-Il microclima è finalmente quello ottimale, niente golfino o sciarpa in estate e in inverno l’abbraccio del tepore perfetto mi accompagna per tutta la giornata.
Aggiungerei un elemento essenziale, la natura, circondarsi materiali naturali e specie vegetali è il miglior toccasana che ci si possa dedicare, rilassano la vista, purificano l’aria, arredano, migliorano il microclima, migliorano l’acustica e rendono accogliente l’ambiente.

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