Il buongiorno si vede dal mattino

IMG_3247Come non considerare una buona giornata piena di positiva nuova energia rivitalizzante, una giornata che inizia con la colazione a letto?
Normalmente è per me un piacere prepararla per mio marito, così, semplicemente per regalargli ancora qualche minuto di relax tra le coperte, senza dover aspettare per forza qualche festività o anniversario, mi piace che il profumo del caffè appena fatto e del pane tostato salgano dalla cucina al piano di spora fino ad arrivare in camera, anticipando di poco il mio ingresso dalla porta col vassoio tra le mani contenente fumanti tazze di tea e caffè, brioches, pancake e marmellate bio.
Questa volta però, chi ha bisogno di coccole sono io, l’intervento è stato pesante e il recupero delle forze mi sta impegnando molto, anche se i risultati non tardano a farsi sentire, per fortuna.
Brioches e pancake, ahi me, ora non posso mangiarli, mi devo accontentare delle fette biscottate integrali con la marmellata di mirtilli bio accompagnati da una buona tazza di tea caldo.
Restare a letto, al caldo, tra le morbide lenzuola osservando il risveglio della natura al di fuori dalla finestra ed iniziare lentamente la giornata è un ricostituente naturale, i suoni della casa al mattino, la luce brillante che entra passando attraverso le tende e illumina il mio vassoio della colazione, il profumo delicato di una rosellina appena colta, tutto è un insieme che oserei definire nella sua estrema semplicità, perfetto.
Non aspettate per forza di essere a casa malati o in convalescenza, ogni tanto regalate e regalatevi una colazione a letto, vedrete vi farà iniziare col piede giusto la giornata e vi darà la carica positiva per affrontare qualsiasi giornata, sia che sia colma di impegni, sia che sia una semplice giornata di sano ozio casalingo.

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Una Casa, un Amore

IMG_2815Forse non tutti mi potranno capire. Chi mi segue sa quanta passione mi accompagni nel mio lavoro, quanto io creda che il beneficio psicofisico delle persone dipenda anche dalla qualità di un ambiente confortevole, chi legge questo blog si sarà reso conto come il suo scopo principale sia il condividere esperienze positive legate alla casa ma anche a tutto quanto, più o meno connesso ad essa, possa contribuire allo stare bene. Più di tutto avrete conosciuto i miei progetti, in particolare quello a cui si deve la nascita di questo blog, il progetto più amato, il più vissuto, quello a cui devo tutti i successi, i traguardi, i riconoscimenti, le soddisfazioni, la crescita della mia professione di architetto, il mio mini loft, detto anche Crem’8.
Noterete una vena di tristezza tra le righe delle considerazioni appena espresse e la causa, è proprio il mio amatissimo progetto.
Nato da un’esigenza logistica, è diventato un nido da cui è sempre più difficile allontanarsi.
Nel 2011, per non viaggiare tutti i giorni, specialmente in inverno, tra Milano e Oltrepo’ Pavese dove si trova la nostra casa di campagna, decidemmo di trovare un piccolo spazio di appoggio milanese, inizialmente ci sembrava veramente piccolo, ma come ho iniziato ad immaginare il progetto e soprattutto quando questo ha preso forma, la sensazione di mancanza di spazio è svanita, entrare al Crem’8 dava subito un senso di benessere, tranquillità, protezione e intimità.
Intimità, forse è la parola che più di tutte lo descrive nel profondo, faccio molta fatica ad immaginare in un altro ambiente l’intimità vissuta al Crem’8.
E già, forse dopo tutte queste parole ancora non vi ho svelato il perché di questa vena di tristezza costante tra le righe di quest’articolo, il 3 di maggio venderemo il Crem’8 e non vi nascondo la commozione che mi accompagna ogni volta che in questi giorni vado da lui per portare via gli effetti personali. Lo so sembra che io stia parlando di una persona amata, beh amato lo è di sicuro e tanto, e paradossalmente è proprio lui la “causa” di questa separazione, come vi dicevo prima, a lui devo molto, soprattutto la mia crescita professionale, crescita che mi porta ed esigenze diverse, ora lo spazio di cui ho bisogno è una casa studio e non più una casa nido, mi ha protetto tutti questi anni, confortato e ispirato ed ora che mi ha fatto crescere, come un genitore che ama i propri figli, mi deve lasciar andare per continuare la costruzione di quella bellissima strada che insieme abbiamo iniziato a costruire.
Vi scrivo questo, perché l’esperienza assieme al Crem’8 e la tristezza che mi accompagna in questo momento in cui devo lasciarlo, prova quanto l’ambiente in cui viviamo sia importante e quanto possa contribuire al miglioramento della nostra qualità di vita, ispirandomi a una celebre frase di un grande della storia, mi verrebbe da dirvi “fate della Vostra Casa quello che vorreste diventasse la Vostra Vita”
Ora mi preparo ad un nuovo percorso, ad una nuova avventura affascinante di cui a breve vi aggiornerò.

Anche gli architetti cercano casa

img_0461Proprio così, questa volta tocca a me visitare siti e sfogliare riviste di agenzie immobiliari. Quando abbiamo acquistato il miniloft la ricerca è stata brevissima, lui è stato il primo annuncio visto, il primo appartamento visitato e di li a poco acquistato per poi iniziare tutta l’avventura della ristrutturazione che ha portato al risultato di cui spesso vi ho parlato.
Questa volta sembra meno facile, la ricerca è sempre mirata a uno spazio non troppo grande, ma la caratteristica che si cerca è la possibilità di creare una zona da adibire a studio.
In tutta questa consultazione di annunci e visite di appartamenti, mi sono resa conto che per chi non è abituato a notare questioni impiantistiche e normative la ricerca può essere veramente difficile, anche perché dietro alla lettura degli annunci si insinua l’abilità descrittiva dei venditori che è tale da trarre in inganno chiunque, architetti compresi.
Vi posso assicurare che dietro alla parola loft potete trovare un’infinita varietà di seminterrati, loculi, cantine in cui la parola finestre, se menzionata, è sostituita da bocche di lupo, che altro non sono che piccole aperture finestrate poste nella parte più alta della parete, dalle quali la luce entra a fatica.
Le mansarde sono descritte poeticamente grazie alle incredibili viste sopra ai tetti della città, e per gli interni le tanto decantate travi a vista spesso sono proprio da tenere in vista nel senso che si trovano ad altezza occhi e dovete fare continui inchini per non prendere sonore capoccione. La maggior parte delle volte sono solai recuperati, dove come vicino della porta accanto avete veramente il solaio di un altro condomino, compreso il non trascurabile fatto che l’ascensore non c’è!
Insomma oltre a doversi districare tra annunci magistralmente confezionati correlati da foto fatte a regola d’arte, la ricerca della casa perfetta, mi sto rendendo conto, non è facile.
A questo punto vorrei condividere con voi una piccola check list che seguo per quelle che sono le mie esigenze ma che credo siano comuni a tanti di voi.
Punto primo: Tranquillità
Per me fondamentale, preferisco gli appartamenti con affaccio interno o se esterno che siano in piccole vie nelle quali non ci siano troppi locali aperti fino a tarda sera, o linee di mezzi pubblici. Da fare attenzione agli affacci interni, che non siano troppo interni nel senso che non abbiano muri o facciate di altri edifici troppo vicini.
Punto secondo: Luminosità
L’aspetto dell’illuminazione naturale, non è un requisito importante solo per quanto riguarda gli aspetti normativi, è fondamentale anche per la vivibilità degli ambienti, grandi finestre garantiscono buona illuminazione ed areazione, oltre a rendere più gradevoli gli spazi.
Punto terzo: Spazi comuni
Acquistando casa, si acquista anche una percentuale degli spazi comuni, tanto che i metri quadri indicati sugli annunci non sono mai i reali dell’appartamento, ma sono i commerciali, in cui sono compresi murature interne e porzioni di quelle confinanti, balconi, cantine o solai, spazi comuni… per questo dovete fare attenzione alle condizioni del vano scala, ingresso, corridoi e facciate, perché se in cattive condizioni correte il rischio di dover incorrere poco dopo la ristrutturazione in nuove spese che in assemblea potrebbero essere deliberate.
Punto quarto: Gli interni
Se si cerca una casa a posto da personalizzare ma da poter vivere subito, l’importante è la sensazione che da, valutare il buono stato degli impianti idrico ed elettrico, del riscaldamento e lo stato dei serramenti esterni e della porta d’ingresso e se i pavimenti sono in buone condizioni o di un buon materiale, il resto se andrete a sistemarlo secondo il vostro gusto prenderà forma come desidererete voi.
Se invece la casa che cercate è da ristrutturare, gli aspetti menzionati in precedenza valgono sempre perché potrebbero farvi risparmiare alcuni lavori, ma è anche importante considerare la tipologia della pareti che formano i locali interni, se sono tavolati quindi dello spessore di 10/12 cm potrete demolirli per variare la disposizione delle stanze, se sono muri portanti dai 20 cm ed oltre, dovrete interpellare un ingegnere strutturista che a seconda delle demolizioni che vorrete fare valuterà se possibili e quali interventi strutturali dovranno essere adottati, ma queste opere potrebbero far lievitare di molto il costo dei lavori.
Punto quinto: L’emozione
Fondamentale la sensazione che provo quando entro in una casa, per quanto possa essere vecchia, trascurata, magari arredata male, c‘è un qualche cosa che scatta in me quando è quella giusta, lo è stato per la casa in collina, per il mini loft e …..

Buon 2017

img_9525Che dire di questo anno bisestile, in fondo, a parte un inconveniente di salute che pian piano si sta risolvendo, devo ritenermi soddisfatta. Mi sono guardata indietro, a quando matricola al Politecnico di Milano sognavo traguardi che mi sembravano irraggiungibili e invece mi ritrovo oggi a gioire di quei sogni.
Sono cresciuta professionalmente e nella vita, il mio blog mi da grandi soddisfazioni e di questo devo ringraziare tutti voi che mi seguite e apprezzate il mio lavoro, spero di continuare a trovare spunti ed argomenti interessanti, utili per voi e le vostre abitazioni.
I miei lavori hanno avuto visibilità in tutto il mondo e non mi pare ancora vero, quando nel 2012 ho creato il mio mini loft, non pensavo che avrebbe ricevuto così tanto consenso da critica e pubblico.
In quest’anno il lavoro mi ha portato a conoscere splendide persone che dal campo lavorativo si sono trasformate in belle amicizie che vanno oltre la sfera professionale.
La soddisfazione più grande, il traguardo più inaspettato, il motivo che mi rende fiera di quanto fatto finora per la mia professione è stato il vedere il mio progetto manifesto pubblicato su un libro bellissimo.
Cos’altro sognare? Chi mi è vicino sa qual’è il grande traguardo in campo lavorativo a cui sto mirando, per il quale ogni giorno faccio un piccolo passo in più per avvicinarmici, che inseguo, ma che vedo sempre più vicino.
Mai smettere di sognare, i sogni sono linfa vitale.
In questo nuovo anno che sta per iniziare, auguro a tutti di esaudire i propri sogni più belli. Buon 2017 a tutti

Chiedetemi se sono felice

fullsizerenderA giugno sono stata contattata da una casa editrice spagnola perché stavano selezionando vari lavori realizzati in tutto il mondo per una pubblicazione, così l’autore del libro avendo visto un mio progetto mi ha chiesto se ero d’accordo sul fatto che venisse pubblicato.
Dapprima un po’ scettica, poi incredula, infine entusiasta, ho ovviamente detto di si, dopo vari scambi di mail nei mesi a seguire, finalmente arriva la mail con le bozze dei layout, mai avrei sperato così tante foto, così grandi, ben spiegate, complete di planimetrie e sezioni.
In seguito giunge anche la mail di avvenuta pubblicazione e di imminente distribuzione nei punti vendita, con la possibilità di ricevere copia omaggio e di poter ordinare quanti libri desideravo.
Fatto l’ordine mi sentivo come una mamma a pochi giorni dal lieto evento e quando una mattina di fine novembre, mentre disegnavo ascoltando la mia playlist di Natale su Spotify, suona il citofono e mi sento dire, consegna per Silvana Citterio, il cuore inizia ad accelerare, lo ritiro, ma il pacco mi sembra troppo grande per il mio libro, lo appoggio sul tavolo, lo apro, e invece è proprio lui!
In quel momento c’era il brano di Alicia Keys “Empire state of mind”, si lo so che non è natalizia, ma a me piace ascoltarla anche a Natale. La felicità di quel momento, era una felicità fisica, credo mai provata, saltavo, ballavo, piangevo e ridevo, e quella musica in sottofondo era la perfezione assoluta, non dimenticherò mai quel momento, un traguardo importante per me, per il mio lavoro, per il mio amato progetto, si proprio lui, il mio mini loft, il mio progetto manifesto, la mia adorata creatura, una soddisfazione maggiorata dalla consapevolezza di averla raggiunta potendo contare solo sulle mie forze, sulla mia passione, sulle mie capacità e possibilità dove l’unico sostegno ricevuto da altri è stato l’amore delle persone care che credono sempre in me e alle quali dedico questo successo, oltre che a me stessa.
Lo dedico anche a voi che mi seguite e che apprezzate sempre il mio lavoro, e vi ringrazio, anche il vostro supporto è una forza importante che contribuisce a darmi l’energia e il sostegno alla realizzazione dei miei progetti.
P.S.
Nelle pagine del blog “Press” e “I miei libri” troverete tutti i riferimenti.

Christmas is coming

fullsizerenderSiamo alla fine di novembre, in un attimo ci ritroveremo a pochissimi giorni dal Natale con una marea di cose da fare, pensare ed organizzare.
Regali, addobbi, menu per pranzi cene e merende, Natale è il giorno più bello dell’anno e per far si che non diventi l’incubo più temuto e ci si rovini la festa, ho pensato che nei prossimi giorni condividerò con voi l’organizzazione di questo momento che tanto si attende e che poi in un attimo vola via.
Vi aprirò le porte di casa mia e quotidianamente vivremo insieme i preparativi, vi mostrerò le idee che troverò e quelle che adotterò o che realizzerò, sperando di poter creare una piccola guida al Natale senza stress utile a tutti voi.
A domani, Christmas in coming!

Tutto è iniziato da qui

poliForse questo articolo non ha attinenza col blog o forse ne ha più di tutti.
Qualche sera fa, recandomi ad un appuntamento, sono passata in zona Politecnico di Milano e quasi come fossi attratta da un “raggio traente” degno dei migliori film ambientati nello spazio, sono entrata in un luogo da dove mancavo da più di 15 anni, l’Università in cui ho studiato per arrivare a fare questo lavoro che tanto amo.
Tutto è iniziato da qui, passeggiando per i corridoi e i cortili la mente è tornata indietro al lontano 1992 anno in cui mi sono immatricolata, ero una ragazzina, emozionata con la testa e il cuore che esplodevano per i sogni custoditi al loro interno.
Volevo fare l’architetto sin dai tempi delle scuole medie, ora dopo anni di studi, esercitazioni, esami, momenti di sconforto e delusione seguiti sempre da grandi soddisfazioni, come quella del giorno della discussione della tesi, giorno che non scorderò mai, il primo forse in cui mi sono sentita pienamente soddisfatta di me stessa e di quello che avevo fatto, sono qui che passeggiando per caso all’interno di questo edificio mi ritrovo emozionata. Emozionata perché in pochi attimi ho ripercorso tutti questi anni trascorsi tra il giorno della laurea e questa mattina in cui ricevo una mail che mi informa di una nuova pubblicazione in cui viene citato un mio progetto.
Pubblicazione?!?! Per quella ragazzina del 1992 una pubblicazione era considerata alla stessa maniera di un Oscar per un attore, ora di pubblicazioni ne conto più di 40.
Ho guardato indietro con immensa tenerezza, mi rivedevo scendere dal tram con i libri in braccio e rotoli di carta da lucido disegnati a china, copie eliografiche che puzzavano di ammoniaca, righe a T e squadre, astucci pieni di matite, rapidograf e pennarelli Pantone di mille colori, ora sono arrivata qui in un’auto che a quei tempi avrei sognato, col mio I Pad e il Mc nella borsa con i file dei miei progetti e mi ritrovo ad essere fiera di quanto ho fatto e realizzato.
Eleanor Roosevelt scrisse “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”, è sempre stato uno dei miei aforismi preferiti, l’ho fatto mio, ho sempre creduto e credo tuttora nella bellezza dei miei sogni, molti li ho realizzati, altri ancora li devo realizzare tantissimi devo ancora sognarli.