Decluttering

IMG_4953E’ da un po’ che non scrivo sul blog, ma questo periodo è stato per me un tumulto di emozioni, positive, negative ed intense.
Il mio amato miniloft lo abbiamo venduto e come sapete il legame affettivo che avevo con lui era importante, sia per quanto riguarda l’aspetto professionale che quello personale, ho affrontato un intervento chirurgico importante e rischioso dal quale però ne sono uscita vittoriosa e con una nuova forza morale e fisica che mai avrei immaginato, infine siamo quasi pronti ad affrontare una nuova avventura con una nuova casa che sarà anche un passo importante per la mia professione, insomma per essere passati solo due mesi dall’inizio di tutto questo periodo, direi mica male.
Mi trovo quindi in un periodo di passaggio tra una casa venduta e una in attesa di essere pronta, nel mezzo c’è la casa in collina nella quale sono riunite due case e seppur una, il miniloft, fosse molto piccola, vi assicuro che la convivenza è complicata, ovunque ci sono cose fuori posto o “parcheggiate” e due camere sono praticamente state trasformate in magazzino, piene di scatoloni pronti per essere portati nella casa nuova.
Ultimamente ho letto un articolo sul decluttering e mi ha illuminato, la sola idea di riordinare e trasformare lo spazio che mi sta intorno mi risolleva l’animo, non sono una maniaca dell’ordine, ma la confusione che regna in casa mia da un paio di mesi ad oggi mi sta proprio stretta, mi rende nervosa, stanca e faccio fatica a concentrarmi.
Il metodo che viene consigliato di adottare per fare un decluttering come si deve, è quello di “affrontare” gli oggetti non per trovarne una sistemazione, ma per capire se quell’oggetto ci dona felicità, così facendo otterremo degli ambienti più sani che sembreranno trasformati ed in loro potremmo riconoscerci completamente.
Il consiglio è quello di affrontare un ambiente per volta e non tutta la casa insieme, così ho pensato di applicare questo sistema per ridare un senso agli ambienti di casa mia e riorganizzare gli spazi in modo razionale.
Affronterò quindi le diverse zone della casa, o meglio lavorerò per categoria, libri, riviste, armadi, cassetti, scrivanie, bagno, cucina, soggiorno, il temutissimo sottoscala. Sicuramente nell’affrontare tutto questo, saranno tanti gli altri temi con cui mi “scontrerò”, ma lo scopo finale sarà non solo di ridare un senso alla casa in collina, ma anche di organizzare al meglio il trasloco per la nuova casa milanese.
Seguitemi, se vi va, in questa avventura, magari alla fine ci troveremo ad averla affrontata insieme.

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Il design a tavola

img_6971 Qualche giorno fa, sono stata invitata ad una serata molto particolare la terza delle cinque previste della Short Cooking Races 2016, serate in cui tre studi di architettura, ogni volta diversi, si sfidano ai fornelli, ma non solo.
Il tema della serata dettato dallo chef Umberto Zanassi era il cous cous, a questo gli studi potevano abbinare gli ingredienti che più preferivano per giungere alla creazione di un piatto in trenta minuti.
Creazione di un piatto è proprio il termine più adatto, non si è trattato, infatti, solo di cucina, ma di una vera e propria performance di progettazione e design.
I tre studi FZI Interiors, GBPA Architects e Spagnulo & Partners non hanno lasciato nulla al caso. Uno ha scelto il tema stagionale, siamo in autunno, quindi ingredienti tipici del territorio e della stagione, presentati su di una composizione di taglieri in legno, foglie bacche e frutti il cui risultato molto gradevole sembrava ambientato in un bosco, particolare una piccola zucca svuotata e modellata a zuppiera in cui era servita una deliziosa crema, ovviamente di zucca.
Un’altro invece ha deciso di raccontarsi attraverso un piatto, creando una sfera di cous cous e verdure, su di una superficie nera a specchio con la scritta “il mondo non (ci) basta” dove pianeti e navicelle spaziali su stecchini adornavano la composizione, da qui il messaggio dello studio di giovani architetti entusiasti del lavoro e pronti alla conquista di questo ed altri mondi.
Il terzo ha creato una struttura molto particolare, vero e proprio design applicato alla funzione, che permetteva di servire un piatto in movimento, dove il condimento con un gioco di dislivelli, canalini e conchette colava e condiva il piatto, molto suggestivo.
Sono stati tutti e tre molto bravi sia sotto l’aspetto culinario che sotto quello di design, sottolineando quanto sia importante la presentazione di un piatto e di tutto quanto ruota intorno a lui sulla tavola.
Come potete vedere dagli esempi che vi ho riportato, non è la sontuosità a fare di una tavola la perfetta cornice per le vostre creazioni culinarie, spesso basta solo un po’ di fantasia per scoprire proprio tra gli ingredienti utilizzati per la preparazione i perfetti accessori per stupire i vostri ospiti.

E’ arrivato il catalogo Ikea 2017

img_6034Sfido chiunque a trovare una casa in cui non ci sia almeno un prodotto del grande marchio svedese. Sono geniali, hanno saputo, negli anni, osservare le persone e le loro abitudini per andare ad ampliare sempre più la gamma dei prodotti offerti con i quali riescno a soddisfare a 360° le esigenze di tutta la casa e di chi ci abita.
Come ogni anno la fine delle vacanze estive è caratterizzata dall’uscita del nuovo catalogo, da sempre mi piace sfogliarlo il prima possibile, anche se esiste la versione on-line, preferisco quella cartacea, faccio le “orecchie” alle pagine dove c’è un articolo o un’ambientazione che mi colpisce, mi piace farlo in relax o anche insieme a mia sorella (anche lei architetto) e commentare insieme colori, finiture, forme e stili.
Quest’anno ho voluto leggerlo concentrando la mia attenzione su quegli oggetti e complementi che in un ambiente piccolo possono fare la differenza aiutando nel quotidiano la gestione pratica degli spazi.
Pag. 200 sgabello Raskog in acciaio rivestito a polvere, impilabile, bella linea in stile industriale, ottimo da usare anche come tavolino o comodinio. Se i colori proposti da Ikea non si addicono alla vostra casa, scegliete quello più adatto alle vostre esigenze e rifategli il look (per un risultato ottimale, consiglio di chiedere ad un carrozziere una verniciatura professionale).
Pag. 220 serie Vallentuna una novità di quest’anno, un divano componibile i cui elementi possono essere usati come sedute, contenitori o letti. Ottimo per ottimizzare gli spazi e le funzioni, dalla linea essenziale ed elegante è proposto in diversi tessuti. All’estetica un po’ rigida con cui nasce, darei una morbidezza in più sostituendo i cuscini coordinati con altri cuscini più soffici e di dimensioni diverse tra di loro.
Pag. 53 tagliere Grundvattnet. Uno dei problemi che spesso si deve affrontare quando la cucina è piccola è la gestione degli spazi ridotti durante le fasi di preparazione dei piatti preferiti, una soluzione intelligente è proprio un tagliere come questo che si può usare appoggiandolo sul lavello.
Pag. 45 ciotola Vardagen, in vetro, mi piace la sua linea, col piccolo beccuccio che ha più utilità, come punto di appoggio per le posate, come punto per agevolare la presa o per versare maglio i liquidi.
Pag. 179 contenitori Vardagen, in vetro, con coperchio dotato di guarnizione in gomma in varie forme e misure, dallo stile un po’ retrò, in cucina, ma anche in bagno.
Pag. 185 pattumiere a pedale Snapp, bel design, per non trascurare l’estetica dell’angolo dedicato alla raccolta differenziata.
Pag. 274 serie Fladis cestini intrecciati a mano con bordo ripiegabile per adattarlo ad ogni esigenza e per gli utilizzi più vari, cesti per biancheria, porta vasi, portariviste, portagiochi per i vostri amici a quattrozampe o per i vostri bambini, porta frutta o verdure…
Un prodotto tra le novità che mi ha colpito è la sedia a dondolo Gronadal a pag. 228, oggetto d’arredo poco diffuso ma che come nessun’altro è in grado di creare angoli dedicati al relax, molto essenziale nelle sue linee, ha forme che richiamano lo stile retrò ma allo stesso tempo è minimalista, realizzata in rattan intrecciato paglia di Vienna struttura in metallo e pattini in legno.
Cosa non posso fare a meno di comperare quando vado all’Ikea? Un pupazzino nel reparto bambini per il mio amato cagnolino Ugo, ne va pazzo, vanta una collezzione con soggetti fuori produzione da tempo, anche se le condizini non sono ottimali.

Il diavolo fa le pentole ed anche i coperchi

IMG_2302 Nei giorni scorsi a Milano, nel sito di Rho Fiera, c’è stata la fiera del lifestyle, Homi e per la prima volta ho deciso di andare a visitarla.
Di cose interessanti ne ho viste molte, molte sono state le ispirazioni le idee e gli spunti, ma una delle cose che più ha attirato il mio interesse, è stata la linea di pentole Terra Cotto, prodotta da Sambonet e disegnata da Stefania Vasques, le trovo incantevoli!
Trovo incantevole il design, essenziale, pulito, lineare ed elegante, deliziosi i colori che richiamano gli ingredienti della tradizione culinaria mediterranea, interessante al scelta dei materiali, la terracotta, materiale tradizionale che con le sue caratteristiche è in grado di favorire una distribuzione graduale del calore, esaltando le proprietà organolettiche degli alimenti consentendone il mantenimento del sapore naturale senza dover aggiungere troppi ed inutili condimenti, o la ghisa, in grado di distribuire il calore in modo perfettamente omogeneo mantenendolo a lungo.
Sono pentole così belle da poter essere portate direttamente in tavola, senza rischiare di rovinare nemmeno la più perfetta delle mise en place. Ecco un oggetto di uso quotidiano che, attraverso il design, è stato capace di rinnovarsi e cambiare forma senza che la sua funzione venisse meno, anzi, attraverso al sapiente scelta dei materiali, è diventato strumento perfetto anche per gli chef più esigenti, ed attraverso l’uso del colore, insolito per questo “attrezzo” da cucina, è diventato complemento d’arredo, da mostrare e non da riporre al chiuso nella dispensa o nei cassettoni della cucina.
I colori scelti, come accennavo, richiamano gli ingredienti più golosi e sofisticati, per la linea in terracotta le nuance scelte sono il verde menta, il salvia, il grigio pepe, lo zafferano e la noce moscata, per la linea in ghisa i colori sono invece anice, curry, paprica, vaniglia e zenzero.
Per chi come me ama i piani cottura a induzione, non disperi, la serie in ghisa è perfettamente compatibile, se invece, si è attratti dalla linea in terracotta, per le caratteristiche del materiale o per i colori, tranquilli, esiste un diffusore universale che permette l’utilizzo di qualsiasi tipo di pentola anche sui fornelli a induzione.

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image Nel periodo natalizio si preparano molti dolci, si regalano e si ricevono anche in dono. Spesso le loro confezioni sono ingombranti, inutili e poco belle, per fare si che la torta o i biscotti che con tanto amore avete preparato, oltre ad essere buoni siano anche ben confezionati, eleganti e raffinati, pronti per ogni tipo di tavola imbandita a festa, riponetele su di un bel piatto di ceramica coperto da una cloche in vetro soffiato e farete felice il destinatario del dono e anche i suoi ospiti.
MV Ceramics Design
Alzaia Naviglio Grande, 156 – 20144 Milano

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image Un regalo per veri gourmet, un oggetto di design che racchiude in se il significato della teoria di Luois Sullivan, prima e Mies Van Der Rohe dopo, secondo cui la forma è funzione. Si chiama passepartout, una posata che sintetizza in una forma le tre funzioni, che razionalizza lo spazio sulla tavola, che come vi racconto nei miei articoli, spesso ha dimensioni contenute, che risparmia anche spazio nella lavastoviglie e nei cassetti!ai vostri amici appassionati di cucina piacerà, ve lo assicuro!

Cucina nuova? No, restyling

cucina dopo
Capita prima o poi a tutti di arrivare al giorno in cui si osserva la propria cucina e ci si accorge di non trovarla più quella di una volta, datata, di un colore che annoia o di un materiale che ha stufato, e il primo pensiero che sorge sponteneo è: “Vorrei cambiarla!”
E si, cambiare una cucina, se va bene gli elettrodomestici sono ancora buoni, altrimenti rifare tutto è un bell’investimento, che il più delle volte fa cambiare repentinamente idea e ci si accontenta ancora per un po’ di anni della cucina così com’è.
Ma una soluzione c’è!
Qualche tempo fa una mia cara amica era arrivata, al punto in cui il vedere tutti i giorni la cara vecchia cucina cominciava a infastidirla un po’, ma l’idea di cambiare tutto le creava qualche preoccupazione, così le ho proposto una soluzione che l’ha convinta a fare il grande passo, il restyling.
Con il restyling della cucina, ha potuto mantenere le strutture interne delle basi e dei pensili, oltre ovviamente tutti gli elettrodomestici, e con l’aiuto di un valido falegname, il piano di lavoro e tutti i frontali di antine e cassetti sono stati sostituiti, con un impegno economico nettamente inferiore a quanto avrebbe dovuto affrontare per rifare una cucina totalmente nuova.
Nel giro di un paio di settimane, dal sopralluogo per le misure, la cucina da una classica stile anni ’50 color crema laccata lucida, si è trasformata in una moderna, dal taglio molto lineare e pulito con superficie in HPL color tortora.
Chiaramente la scelta delle finiture per la nuova cucina è pressoché infinita, può seguire sia le tendenze stilistiche del momento che un filo conduttore dell’arredo di casa che col tempo si è definito, quindi se siete stufi della vostra cucina, non disperate, potete avere una cucina nuova come piace a voi senza spendere una follia.

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