Scarpe sempre in primo piano

imageEssendo il “mio armadio un buco” ed essendo che come la maggior parte delle ragazze ho una certa passione per le scarpe, l’imperativo è stato quello di organizzare uno spazio pratico e capiente in cui poterne tenere il più possibile senza sacrificare troppo spazio per gli abiti.
Ai ragazzi, che ci rimproverano spesso di essere maniache compulsive nei confronti delle scarpe, é concesso di averne poche paia, anche se ne conosco alcuni che in numero mi battono, in quanto, in genere, il loro abbigliamento gli può consentire di avere due paia di scarpe per gli abiti da ufficio o lavoro, e due paia sportive per il tempo libero e i fine settimana.
A noi ragazze non é concessa una tale semplicità di scelta, noi abbiamo un abbigliamento molto più vario, gonne lunghe e corte, scure o colorate, pantaloni stretti, ampi, che sfiorano terra o che scoprono le caviglie, jeans, look da lavoro, da week end, per la sera, il tempo libero…… ogni abito ha la scarpa adeguata, per colore, modello, fattura, ed é inutile che i ragazzi ci deridano o critichino, perché loro sono i primi che apprezzano le nostre varie mise!
Nel mio buco di armadio, la zona che ho ricavato dedicata questo amato accessorio, é organizzata con dei ripiani scorrevoli, sui quali posso far stare fino a sei scatole per ripiano, tre davanti e tre dietro, quelle dietro, le vedo facendo scorrere in avanti il ripianetto.
Nel complesso posso tenere tranquillamente una ventina di paia, considerando che qualche scatola é un po’ più voluminosa e che un paio di posti li concedo anche al marito.
Ho l’abitudine di conservarle nelle scatole, e per rendere più pratica e rapida la scelta e la ricerca della scarpa giusta, sul lato in vista ho incollato la foto del paio contenuto, fatte tutte nello stesso modo e da pressapoco lo stesso punto di ripresa in modo che ci sia uniformità nelle immagini, che così creano un ordine organizzato molto piacevole alla vista.
La meravigliosa Marilyn Monroe disse “Date ad una donna le scarpe giuste e conquisterà il mondo” come darle torto.

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Vestire la casa con la carta da parati

imageArredare la vostra casa è un po’ come quando vi trovate di fronte al vostro armadio e dovete scegliere quali capi abbinare tra loro, di solito, il risultato migliore lo si ottiene attraverso l’accostamento di due o tre pezzi molto speciali con altri meno importanti. Nell’abbigliamento il risultato più chic è ottenuto indossando un semplice jeans dal taglio maschile, una T-shirt bianca, ballerine e borsa Roger Vivier, non serve altro, se non un golfino in cachemire con scollo a V per le serate più fredde.
Nell’arredamento, la teoria è la stessa, si può trasformare un ambiente senza personalità e carattere, in uno chic e accogliente, utilizzando materiali e tecniche più preziosi o più sofisticate, in abbinamento ad accessori e complementi più easy.
Negli ultimi anni è tornata in voga la carta da parati, carta da parati (o tappezzeria) di cui ognuno di noi ha un ricordo legato alle case del passato, quella dei genitori o quella dei nonni. Certo, le fantasie e i decori che abbiamo nella memoria, sono caratteristici di quella che oramai si può quasi definire un epoca passata, ma alcuni di essi sono rimasti attuali, o ripresi e reinterpretati con cromie e scale più attuali.
Le fantasie spaziano dai rigati, che richiamano l’english style, ai floreali, più country. La comparazione tra arredamento e moda, che facevo prima, è qui subito evidenziata, nella moda di quest’estate 2014, infatti, sono due fantasie ampiamente utilizzate dagli stilisti, il primo seguendo lo stile mariniere, il secondo, in particolare nella collezione di Dolce e Gabbana, per richiamare alla memoria la tradizione mediterranea.
Ci sono poi decori più particolari, come le fantasie trompe l’oeil o le fotoriproduzioni in grande scala, anche personalizzabili, molto vincolate al gusto personale di chi le sceglie, e, a mio parere, più soggette a generare senso di “noia” e voglia di cambiamento in breve tempo, in quanto scelte sotto uno stimolo o un gusto particolare di un momento, un periodo o una moda.
Molto interessanti sono le carte applicabili negli ambienti umidi o addirittura all’esterno, resistenti all’acqua, intemperie e luce solare, interessanti soprattutto per quanto riguarda l’ambiente bagno, un tempo off limits per la carta da parati.
imageNegli anni passati la tecnica di posa prevedeva il rivestimento delle pareti di tutta la stanza, se non addirittura di tutta la casa, oggi si preferisce personalizzare ogni ambiente in modo individuale, magari a seconda della funzione a lui destinata.
Benché non si sia persa la tendenza di rivestire un ambiente per intero, si ottiene infatti un risultato molto chic con il rigato english style, il mood attuale é quello di trattare singole pareti o nicchie, così da enfatizzarle o caratterizzarle, specialmente quando si utilizzano tipi di rivestimento dal carattere particolarmente forte (trompe l’oeil o grandi immagini), in modo da non correre il rischio di appesantire e rimpicciolire visivamente l’ambiente.
La carta da parati, così come la pittura, ha il grande vantaggio di poter essere sostituita o sistemata quando necessario o quando si ha voglia di rinnovare l’aspetto di un ambiente, chiaramente l’operazione comporta costi e disagi, quindi il consiglio è, come sempre e come nell’abbigliamento, quello di non seguire alla cieca la moda, ma di analizzarla, prenderne spunto ed adattare ai propri gusti e al proprio stile le tendenze del momento.

Il mio armadio è un buco!

imageIl mio armadio non è quello che si può definire “doppia stagione”, d’altra parte in 15 mq di petit foyer non potevo fare di più. In realtà, però, con l’affermazione “il mio armadio è un buco” intendo proprio quello, per accedere alla mia cabina armadio apro una botola sul pavimento della zona pranzo e scendo attraverso una scaletta pieghevole tra i miei amati vestiti, scarpe e borse.
Come vi raccontavo nella mia presentazione amo la moda, ma non quella dei grandi marchi esibiti, non mi piace essere un cartello pubblicitario ambulante, la moda che amo è quella caratterizzata da tessuti e filati di prima qualità, dai tagli perfetti che ti fanno sentire bella e comoda, mai a disagio con quello che indossi.
Adoro la linea di Armani, con quel tocco maschile che non guasta mai, che rende anzi più femminile l’abito, ma amo anche le linee di Tara Jarmon, i tagli di Max Mara, la precisione delle forme studiate solo per te di Fiorella Ciaboco, e tanti altri piccoli o meno piccoli nomi che scovo girovagando per le strade di Milano.
La mia cabina armadio è organizzata con due lati a ripiani lunghi cm 130 l’uno e un’appenderia di altrettanti cm 130 il tutto in un’altezza di un metro!
Una delle due zone con mensole d’appoggio ha una parte organizzata a scarpiera con ripiani estraibili che può contenere fino a dodici paia di scarpe, che tra Nike, Roger Vivier, Charles Philip Shangai, Max Mara, Adidas…..ci stiamo al pelo!
Inutile dire che in così poco spazio l’organizzazione è fondamentale. La zona appenderia, é suddivisa in settori, partendo da sinistra ho le giacche, in questa stagione quelle di lino,
poi le camicie, tutte appese su ometti in legno di Ikea, sono ordinate per colore, dal bianco seguendo le sfumature si arriva a i colori scuri e divido con le stesso criterio dei colori quelle di seta da quelle di lino, i due tessuti che amo e utilizzo maggiormente. Anche i pantaloni sono su ometti e appesi dopo le camicie, i jeans tutti vicini seguiti dai pantaloni di lino dai più chiari a quelli più scuri. Questo tipo di organizzazione, ammetto un po’ maniacale, è praticissima quando al mattino i minuti contati non ti danno il tempo di perderti alla ricerca della camicia bianca tra le rosa e il pantalone di lino nero tra i jeans scuri.
I ripiani li ho differenziati per argomento, a sinistra con maglioni, (inutile specificare che anche qui seguono la sfumatura di colore dallo scuro in basso al chiaro in alto) divisi in pigne a seconda dei modelli, scollo V, dolcevita, cardigan, e le T shirt che utilizzo sia in estate da sole , che in inverno sotto alle maglie.
Nell’altro lato, a destra, ci sono altre pigne, sul ripiano alto, lenzuola e coperte, pigiami, tute per la corsa e lo yoga, e un eventuale angolo di scorta per acquisti improvvisi di scarpe, che capitano, ooo se capitano (come citavo Oscar Wilde nell’articolo – Amati fiori – con la sua celebre affermazione “l’unico modo per liberarsi da una tentazione è cedervi” ancora più indicata è la citazione in questo caso, se cedo per un fiore figuratevi per un bel paio di scarpe!). Nel ripiano sotto, invece lo spazio è dedicato solo alle borse, altra mania!!
Nonostante il mio armadio sia un buco, in tutti i sensi, così organizzato non sembra esserlo, quindi se pensate di avere un armadio minuscolo, provate ad organizzarlo razionalmente e vedrete che con poco impegno e una buona dose di ordine diventerà più capiente.

Rosso

imageIl primo colore di cui vi parlo e’ il rosso, non so se l’ho scelto istintivamente perche’ e’ quello che da bambina ho amato per primo, o per la carica di energia positiva che e’ in grado di emanare.
Nella teoria dei colori deriva dall’unione dei due primari magenta e giallo, unione che genera una gamma di tinte calde.
Il rosso viene identificato come il colore del fuoco, del sangue, della passione, della seduzione, dell’amore romantico e passionale. Esprime slancio, velocita’, potere e gioia, oltre che pericolo, e’ un colore che nella cromoterapia viene usato come eccitante, come stimolante del battito cardiaco e della pressione. In Cina e’ simbolo di felicita’ e porta fortuna, mentre nella religione buddista simboleggia la compassione.
Il suo utilizzo e’ perfetto se si vuole ricevere una sferzata di energia positiva, se si cerca un ambiente in cui essere creativi ed attivi, una parete rossa, stimola i sensi, la mente e il cuore.
E’ comsigliabile nella zona giorno, in un ambiente in cui si lavora e l’attenzione deve essere costante, in un angolo in cui si vuole ottenere un’atmosfera allegra, ma anche romantica e stimolante.