Il bagno

imageUn tempo il bagno era considerato un ambiente di servizio, chiuso, quasi da non mostrare, all’interno della casa gli si ritagliava lo spazio indispensabile e nulla di più e l’attenzione che gli si dedicava per le finiture e le dotazioni era minima.
Oggi invece vanta una posizione di tutto rilievo, la cura del se e il benessere fisico, sono diventati molto importanti, i ritmi frenetici della vita quotidiana, portano le persone a rifugiarsi nel confort della propria abitazione per ricreare e ricercare il giusto equilibrio psico fisico, e la salle de bain, come giustamente si dice in Francia, è il luogo perfetto.
È attraverso i materiali che si crea il giusto comfort sensoriale, si completa poi con i sanitari ed accessori più adeguati alle nostre esigenze.
Per il Petit Foier, ho scelto delle piastrelle 10×20 di Vogue Ceramica dai contorni diamantati, che conferiscono un’aria un po’ retrò, e il colore chiaro ma caldo, accostato al legno di teak del pavimento e del piano lavabo contribuisce a creare un’ambiente sofisticato ed elegante.
I sanitari, sospesi wc e bidet, e da appoggio su piano il lavabo, hanno una linea semplice e pulita in modo da non risultare presenze troppo incombenti in quello, che nel mio caso, è uno spazio stretto e lungo. In questo piccolo ambiente, però, non ho voluto sacrificare la zona doccia, il piatto 90×90 , è all’interno di un vano completamente piastrellato ed illuminato da un faretto indipendente dall’illuminazione del resto del locale.
Ho menzionato l’aspetto dell’illuminazione, in quanto è fondamentale, nel bagno, come in tutta la casa, da sola può contribuire a rendere un ambiente ospitale e confortevole, o al contrario ostile e angosciante.
imageAnche nel mio bagno, come negli altri ambienti, ho creato più punti di illuminazione, quella generale con dei faretti incassati a soffitto, quella puntuale vicino allo specchio per agevolare le fasi del trucco, e quella d’ambiente con un faretto nel vano doccia, che acceso da solo la sera col resto del locale in penombra e un paio di candele di Diptyque accese per l’aromaterapia su di un ripiano, crea la giusta atmosfera per ricaricarsi dopo una giornata faticosa.
Mi rendo conto che molti di voi hanno un bagno nel quale non possono fare grandi interventi a livello edilizio, ma fare di un bagno una salle de bain è possibile anche solo con pochi accorgimenti estetici.
Innanzi tutto mettete uno specchio grande e senza cornici, in modo che moltiplichi lo spazio e che visivamente scompaia nella parete, se non potete cambiare le luci, posate un abat-jour su un ripiano, le candele son sempre le benvenute!
Scegliete asciugamani di spugna soffice e monocolore, il colore chiaro è sempre il più indicato, semplifica le operazioni di lavaggio, non stufa e non passa mai di moda.
Cercate dei vasetti di ceramica o in legno dalle forme e finiture diverse, con o senza coperchio, in un colore che si abbini alle piastrelle, se queste sono bianche potete scegliere una tinta che diventi motivo per tutti gli accessori, ed usateli per fiori freschi o come contenitori.
Eliminate, o meglio chiudete in un armadietto, il superfluo e tutto quello che è di servizio (phon e piastre per i capelli, rasoi, brutti contenitori….) o fa disordine e tenete in bella vista solo i vostri profumi o creme che solitamente hanno bei flaconi e bottiglie preziose, se sono brutti o non vi piacciono, via nell’armadietto. Infine piccoli quadri, magari con i disegni di nipotini o figli, renderanno il vostro bagno una vera salle de bain, il concetto da tenere in considerazione è, no al disordine, si in vista tutto ciò che contribuisce a dare armonia all’ambiente.
Buon relax!

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Vestire la casa con la carta da parati

imageArredare la vostra casa è un po’ come quando vi trovate di fronte al vostro armadio e dovete scegliere quali capi abbinare tra loro, di solito, il risultato migliore lo si ottiene attraverso l’accostamento di due o tre pezzi molto speciali con altri meno importanti. Nell’abbigliamento il risultato più chic è ottenuto indossando un semplice jeans dal taglio maschile, una T-shirt bianca, ballerine e borsa Roger Vivier, non serve altro, se non un golfino in cachemire con scollo a V per le serate più fredde.
Nell’arredamento, la teoria è la stessa, si può trasformare un ambiente senza personalità e carattere, in uno chic e accogliente, utilizzando materiali e tecniche più preziosi o più sofisticate, in abbinamento ad accessori e complementi più easy.
Negli ultimi anni è tornata in voga la carta da parati, carta da parati (o tappezzeria) di cui ognuno di noi ha un ricordo legato alle case del passato, quella dei genitori o quella dei nonni. Certo, le fantasie e i decori che abbiamo nella memoria, sono caratteristici di quella che oramai si può quasi definire un epoca passata, ma alcuni di essi sono rimasti attuali, o ripresi e reinterpretati con cromie e scale più attuali.
Le fantasie spaziano dai rigati, che richiamano l’english style, ai floreali, più country. La comparazione tra arredamento e moda, che facevo prima, è qui subito evidenziata, nella moda di quest’estate 2014, infatti, sono due fantasie ampiamente utilizzate dagli stilisti, il primo seguendo lo stile mariniere, il secondo, in particolare nella collezione di Dolce e Gabbana, per richiamare alla memoria la tradizione mediterranea.
Ci sono poi decori più particolari, come le fantasie trompe l’oeil o le fotoriproduzioni in grande scala, anche personalizzabili, molto vincolate al gusto personale di chi le sceglie, e, a mio parere, più soggette a generare senso di “noia” e voglia di cambiamento in breve tempo, in quanto scelte sotto uno stimolo o un gusto particolare di un momento, un periodo o una moda.
Molto interessanti sono le carte applicabili negli ambienti umidi o addirittura all’esterno, resistenti all’acqua, intemperie e luce solare, interessanti soprattutto per quanto riguarda l’ambiente bagno, un tempo off limits per la carta da parati.
imageNegli anni passati la tecnica di posa prevedeva il rivestimento delle pareti di tutta la stanza, se non addirittura di tutta la casa, oggi si preferisce personalizzare ogni ambiente in modo individuale, magari a seconda della funzione a lui destinata.
Benché non si sia persa la tendenza di rivestire un ambiente per intero, si ottiene infatti un risultato molto chic con il rigato english style, il mood attuale é quello di trattare singole pareti o nicchie, così da enfatizzarle o caratterizzarle, specialmente quando si utilizzano tipi di rivestimento dal carattere particolarmente forte (trompe l’oeil o grandi immagini), in modo da non correre il rischio di appesantire e rimpicciolire visivamente l’ambiente.
La carta da parati, così come la pittura, ha il grande vantaggio di poter essere sostituita o sistemata quando necessario o quando si ha voglia di rinnovare l’aspetto di un ambiente, chiaramente l’operazione comporta costi e disagi, quindi il consiglio è, come sempre e come nell’abbigliamento, quello di non seguire alla cieca la moda, ma di analizzarla, prenderne spunto ed adattare ai propri gusti e al proprio stile le tendenze del momento.

Bijou mon amour!

Che dire, vi sembrerà banale che ve lo racconti, ma i bijou sono uno dei miei amori, lo sono da che ero bambina, e anche se la splendida Marilin, diceva “i diamanti sono i migliori amici delle ragazze”, non devono essere necessariamente super preziosi.
foto 3 foto 2 foto 2(1) foto 1(2)Nutro una particolare passione per le pietre dure semipreziose, ametiste, corniole, giade, acquemarine, quarzi….ne faccio una malattia, col tempo mi sono anche fatta una certa cultura in materia di mineralogia.
La questione che mi si è posta nel Petit Foyer, è stata quella di poterli avere abbastanza in vista e a portata di mano per scegliere al mattino quelli da indossare ed abbinare al look del giorno, tra collane, bracciali ed anelli, senza perderci troppo tempo.
Le soluzioni adottate sono diverse:
Per gli anelli ho realizzato un simpatico supporto che chiunque può replicare facilmente. Prendete un guanto da cucina in gomma, la misura più piccola, una scatola da un kg di polvere di gesso e delle mollette da bucato, FATTO?! Per chi di voi ha manualità col fai da te, so che andare oltre è superfluo, lo racconto lo stesso brevemente per chi magari ha meno dimestichezza. Miscelando dentro ad un catino la polvere di gesso con acqua fredda aggiunta poco per volta, dovete ottenere un impasto omogeneo non troppo liquido. FATTO?!
Fissate il guanto con le mollette ai bordi di un secchio dell’altezza adeguata affinché non tocchi con le dita il fondo, altrimenti si piegheranno, versate lentamente il composto, “massaggiando” le dita e strizzando il guanto dal polso verso il basso per far entrare tutta la poltiglia ed evitare che si formino bolle, e poi lasciatelo indurire. FATTO?! Per capire quando è pronto, basta toccare il guanto, fino a che lo sentirete caldo, dovete aspettare, una volta freddo è pronto. FATTO?! Tagliate il guanto di gomma e con un po’ di carta vetrata eliminerete le imperfezioni. FATTO?! A preferenza vostra intervenire poi con del colore a smalto, lucido o opaco. Ed ora voilà i vostri anelli splenderanno in bella vista sul calco in gesso che avete appena realizzato. FATTO?! (Scusate mi sono artattakizzata per un momento).
Per le collane, utilizzo un busto stilizzato un teak di Oltrefrontiera, che mi ha regalato una mia carissima amica e su cui stanno benissimo!
I bracciali, in particolare quelli in materiale plastico, resina o bachelite, li conservo in un vaso in vetro cilindrico di Ikea, la moltitudine di colori attraverso la trasparenza mette molta allegria, e soprattutto si individuano subito nel mucchio i colori adatti alla mise du jour.
I bijou più piccoli o più preziosi li custodisco in scatoline, che come vi ho raccontato in un precedente articolo conservo di diverse misure, materiali e fatture, o in scatole di ceramica da me realizzate.
La nicchia del bagno che vi ho raccontato in precedenza, si rivela utile per riporre anche questi miei amati accessori.
Queste ed altre soluzioni che vi svelerò in seguito, sono scherzosi interventi che oltre ad essere utili a livello di organizzazione, rendono più simpatici ed allegri alcuni angoli della vostra casa.

Posti strani per i libri

foto 1Come vi ho già raccontato, tra le mie passioni c’è quella per la lettura e l’avere una casa piccola non è certo d’aiuto per custodire i libri più amati e disporre i nuovi in attesa di essere letti. Un altro angolo del Petit Foyer è proprio dedicato ai detentori di tanti sogni e avventure, un angolo insolito per i libri, un angolo che è venuto alla luce durante i lavori di ristrutturazione, e che si trova nel bagno.
Esatto i libri nel Petit Foyer sono custoditi nel bagno, in una nicchia posta dietro al wc e al bidet!
In un altro articolo di qualche tempo fa che ho pubblicato sul blog raccontavo anche dell’importanza e aiuto che una nicchia può rappresentare all’interno di un’abitazione, grande o piccola che sia, e qui vi mostrerò come anche nel Petit Foyer una sua presenza si sia rivelata utile e preziosa per risolvere più di una necessità.
Questa nicchia infatti oltre ad essere utile per riporre i libri, funge da piano d’appoggio per i saponi, sali per pediluvio, salviette, portagioie etc…
Essendo ampia è stato possibile sfruttarla per tutte queste funzioni, ogni nicchia, infatti, nasce con dimensioni proprie, e sono proprio le sue proporzioni che ne definiscono la funzione ottimale che fa si che si trasformi in un pratico alleato dell’ordine e dell’organizzazione.

Le nicchie

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERALe nicchie negli appartamenti sono piccoli o meno piccoli spazi che spesso vengono visti come vani poco utili e poco sfruttabili, non si sa come poterli usare, o che funzione assegnarli, così solitamente vengono considerati solo dei “buchi” nel muro, a volte chiusi con mobili appoggiati davanti.
Qualche anno fa ho ristrutturato l’appartamento di Belen, una mia carissima amica, le sue necessità erano quelle di avere una gran zona giorno, dotata di uno spazio per il pranzo con gli amici e una ampia cucina a vista, il tutto con la possibilità, nella bella stagione, di espandere questi spazi nel grande terrazzo di cui l’appartamento ha la fortuna di essere dotato. Oltre a queste, le altre necessità riguardavano ovviamente il creare le due camere, una per lei e il marito e una per il bimbo in arrivo, oltre chiaramente al bagno, sia padronale che per gli ospiti.
Compilato l’elenco dei desiderata, rimaneva fuori e senza uno spazio da potergli dedicare, lo studio, utile sia a Belen che al marito, ma con metri quadri e planimetria alla mano, conclusero che non si poteva fare e si arresero all’idea di averne uno, ma io no.
Lungi da me il proporre un angolo con scrittoio a vista su cui posizionare pc, stampante, classificatori & co, impossibili da tenere sempre in perfetto ordine, presi carta, matita e righello e trovai una soluzione perfetta.
In una parte del soggiorno da cui si accede al disimpegno verso la zona notte, ho creato una nicchia a tutta altezza larga cm 120 di e profonda cm 60, e all’interno di questa, ho organizzato la zona studio, dotata di mensole su cui riporre libri e classificatori, un ampio piano d’appoggio per il monitor con pianetto estraibile su cui mettere la tastiera e un supporto per la stampante che potesse contenere anche le risme di carta.
KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAEssendo nella zona nobile dell’abitazione e dedicata all’ospitalità, non potevo certo lasciare a vista un angolo che raramente si riesce a rendere gradevole, così questa grande nicchia l’ho dotata di due alte ante a battente tipo armadio, da chiudere all’occorrenza, accessoriate nella loro parte interna con contenitori a vaschetta per riporre la piccola cancelleria.
Quando proposi l’idea furono felicissimi, il fatto di avere un angolo di lavoro nella zona più accogliente e luminosa dell’appartamento, comoda con la cucina e vicino alla porta che da accesso alle camere, così da tenere sempre sotto controllo la nanna del piccolo, ma soprattutto il poter nascondere in pochi attimi il tutto alla vista degli ospiti, semplicemente inserendo la sedia sotto allo scrittoio, spegnendo il pc, e chiudendo le ante, gli sembrò quasi un miracolo.
In questo caso la nicchia è stata creata, ma molto spesso, soprattutto nelle case d’epoca con setti di muratura portante che separano gli ambienti, il trovare nicchie, o vani porta chiusi, non è così inconsueto, analizzati nella loro forma e dimensione, possono rivelarsi delle vere sorprese.