Nella stanza dei più piccoli

imageHo fatto un lavoro simile a quello che ho terminato oggi, qualche anno fa, quando dopo aver ristrutturato il bell’appartamento di una coppia di cari amici con tre bambini, tutto appariva perfetto tranne la stanza dedicata al gioco dei tre piccoli, fu così che pensai di decorare una parete con un paesaggio fiabesco con fiori, alberi, uccellini e un ruscello.
Quello che ho terminato di realizzare oggi è stato un po’ più impegnativo, non ho decorato una sola parete, ma una stanza intera situata al piano seminterrato del bellissimo hotel cinque stelle Nira Montana a La Thuile.
Come vedete dalle foto con il prima e dopo, l’ambiente, dalle pareti bianche decorate con piccoli stencil, è illuminato da quattro appliques a forma di margherita, e proprio queste sono state la fonte di ispirazione per la realizzazione di verdi colline con grandi margheritone colorate e cieli azzurri con soffici nuvole, che riprendono il cielo che ho realizzato sulla parete del cavedio su cui affaccia la finestra.
Sulle pareti con arredi, tv e calorifero, ho poi pensato di cambiare tema, visto che quello delle altre non si sarebbe letto per intero, così ho disegnato palloncini colorati che fluttuano leggeri nell’aria e che accanto all’ingresso individuano con una cornice l’area in cui attaccare i disegni che i bambini realizzano.
Spesso mi capita che mi venga chiesto come dare più allegria alla camera dei più piccoli, le soluzioni possono essere infinite, ma delle volte può essere che ci siano elementi da cui prendere spunto per dare origine a un bel disegno, come è capitato a me in questo caso.
Se le idee mancano, o la dimestichezza manuale non è da Michelangelo Buonarroti, dei semplicissimi palloncini colorati, o fiori stilizzati, o ancora un bel cielo azzurro con nuvolette bianche e magari un bell’arcobaleno, sono di semplice realizzazione alla portata di tutti, in fondo, è stato Mies van der Rohe che col suo motto “less is more” ci ha insegnato che si possono creare spazi caratterizzati da una architettura semplificata ed essenziale, senza che ciò influisca sulla maestosità del risultato.
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Kintsugi e la nuova rinascita

imageQualche giorno fa, negli spazi variopinti di Funky Table, di cui vi parlo nella pagina de “i miei indirizzi”, ho avuto la fortuna di poter mettere in pratica un affascinante tecnica giapponese, il Kintsugi, (金継ぎ), “riparare con l’oro”, una pratica secondo cui dall’imperfezione e da una ferita può nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore.
Solitamente se si rompe un oggetto in vetro o ceramica alcuni sono pronti a buttarlo via senza esitazione, anche se é prezioso o ha un valore affettivo, altri lo chiudono in un cassetto per anni con la volontà di trovare il modo di ripararlo.
La rottura, grazie al Kintsugi, porta con se una nuova forma più completa, una nuova interezza più forte, testimone di un vissuto e pronta ad una nuova vita, in un certo senso, la pratica, è una metafora della vita.
Inutile dirvi quanto mi sia divertita e quanto mi abbia dato soddisfazione il risultato finale, che come potete vedere dalla foto, è pieno di fascino, e finalmente la mia zuccheriera inglese potrà tornare ad essere la protagonista tra le tazzine del servizio Vecchio Ginori che tanto amo utilizzare per servire il caffè ai miei ospiti.
Con il kit, acquistabile da Funky Table, è estremamente facile, le istruzioni sono molto chiare, anche chi ha poca dimestichezza con il fai da te può riuscirci!
Il mio consiglio è quello di non buttare via le vostre amate ceramiche, ridategli una nuova vita con il Kintsugi, e la vostra casa avrà nuovi pezzi unici molto chic.

Orticola 2015

imageQuest’anno la deliziosa mostra mercato di fiori che viene organizzata all’interno dei giardini pubblici di via Palestro a Milano, ha compiuto vent’anni, e come da qualche anno a questa parte, grazie alla mia cara amica Marinella Mola, ho avuto la fortuna e il privilegio di poterla visitare la sera dell’anteprima del giovedì, il cui ingresso é riservato ad un pubblico selezionato.
Il bello dell’anteprima, é quello di poter girare tra le aiuole del parco, rese variopinte e profumate dalle tantissime varietà di piante in fiore esposte, e quindi di scegliere gli esemplari più belli, ma ciò che rende questa sera speciale è il dres code, ogni anno diverso, per quest’anno il tema da interpretare era “azzurro in tutte le sfumature dei fiori”.
È divertente vedere come un unico tema venga interpretato in maniera personale da ogni partecipante, chi ha preferito indossare abiti nelle sfumature dell’azzurro chi invece, prevalentemente le signore, ma non mancano spiritose presenze maschili, ha preferito, come vuole la tradizione, inventarsi un più o meno eccentrico copricapo a tema.
Potevo non adeguarmi alla tradizione? Certo che no! Il giorno prima sono andata a comperarmi i migliori fiori in carta crespa che si possano trovare a Milano, quelli che la signora Franca realizza a mano nel suo atelier in via Custodi 16, tra le mille forme, colori e dimensioni ho trovato i miei, e la sera stessa, il mio cappellino di Borsalino, si e trasformato in un incanto fiorito, ho completato poi il mio look con panier preso in Provenza, una bella gonna in tessuto Vichy bianco e nero e una maglia bianca in lino stretta in vita da una fascia in cuoio un po’ lunga rigirata un paio di volte semplicemente annodata. L’insieme era molto country chic, perfettamente in tema, tanto da meritare, con molto imbarazzo da parte mia, molte foto sia da parte delle agenzie stampa che da parte degli altri invitati.